6 Febbraio 2026: prima serata sotto le stelle del 2026. 

E' stata una sessione semi improvvisata approfittando di uno scorcio di meteo favorevole in un comodo sito a 25km da casa con sqm di 20,6. Ci siamo ritrovati in sei amici del Gruppo Astrofili del Salento, in contrada Marchese vicino alla litoranea Ionica (TA). Inutile pensare al visuale nei cieli suburbani, ho pensato di rispolverare il setup astrofotografico che era da oltre due anni che non usavo. Siccome ho dovuto sistemare qualcosa ieri era più una serata di prove. Non potevo usare l’autoguida, volevo fare pose brevi su oggetti luminosi con C8HD in particolare nebulose planetarie ad alta luminosità superficiale. Ma la serata era molto ventosa e inseguire a F/10 senza autoguida non mi sembrava opportuno per cui all’ultimo ho cambiato, ho usato il rifrattore ed ho ripreso sempre con pose brevi due classici inflazionati in questo periodo, Orione e Rosetta. A fine serata ho montato il C8 ed ho fatto qualche ripresa alla Luna. Ecco la prima elaborazione della Rosetta, molto veloce e semplice, con gusti da visualista.



La Nebulosa Rosetta NGC 2237 è tra gli oggetti del cielo invernale più ricercati tra gli astrofili, sia visualisti che astrofotografi. Per essere apprezzata al telescopio bisogna osservarla lontano dai centri abitati dove l'inquinamento luminoso nasconde tutte le tenui sfumature che la caratterizzano. In quei casi è visibile il solo ammasso stellare NGC 2244 al suo interno. Da cieli bui, con telescopi di almeno 25cm di diametro e con l'ausilio di filtri nebulari, soprattutto OIII ma anche H-beta, la nebulosa prende vita e la maggior parte delle caratteristiche morfologiche che la contraddistinguono sono ben visibili come sfumature grigie a diversa intensità.


Si tratta di un'ampia regione di idrogeno ionizzato nella costellazione dell'Unicorno distante circa 5200 anni luce ed estesa circa 100 anni luce. La nebulosa circonda un ammasso aperto le cui giovani stelle sono "nate" dalla nebulosa. Si osservano anche delle sottili venature scure assieme a dei piccoli bozzoli: si tratta di globuli di Bok, ossia regioni più dense al cui interno si formano le nuove stelle.

Dati di scatto:

  • data: 6-Febbraio-2026
  • soggetto: Nebulosa Rosetta e relativo ammasso (NGC 2237+2244)
  • luogo: Contrada Marchese (TA), sqm 20.6
  • strumenti: rifrattore TS Apo 80mm a F/5,6; AZEQ5 non guidata; camera: Asi 294 pro, raffreddata a 5°C, gain 250, con filtro Optolong L-eNhance
  • 102 pose da 60 secondi, 31 dark, 31 flat
  • calibrazione con DSS, elaborazione con PixInsight e Photoshop.

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